53 – Spazzatura dentro, spazzatura fuori

53 – Spazzatura dentro, spazzatura fuori

E’ sabato pomeriggio, fuori piove, ed io sono tranquillamente “spaparanzato” sul divano impegnato a discutere con Morfeo quando: SAI ALEX, cosa hanno scoperto recentemente?

Dai Cloud, ancora? No non lo so e… hanno scoperto, prosegue Cloud che chiunque riesca a cambiare, modificare, rivalutare le proprie convinzioni, allora i suoi pensieri  lo guideranno in una nuova direzione e la sua vita diventerà una nuova vita? 

Le convinzioni auto-limitanti sono come la spazzatura. Bisogna sbarazzarsene

Hai capito Alex, a cosa é giunta la scienza?

E tu mi svegli per dirmi queste banalità?

Si Alex, non é ora di poltrire quindi svegliati e ascoltami.

Anche se può sembrare una banalità in realtà non lo é. E non é neanche la tipica frase ad effetto dei corsi motivazionali.

Ogni convinzione in realtà é un intreccio neurale che provvede a generare e coordinare i comportamenti legati a questa o quella convinzione. Quando ti imbatti in sentimenti di insoddisfazione la prima cosa che devi fare é andare a rivedere le tue convinzioni, aggiornandole, cambiandole, rivalutandole. 

Quando fai questo é come se tu andassi a rivedere il linguaggio macchina di un computer.

Tutto ciò che fai, pensi, proponi, o respingi è  sempre il risultato di una elaborazione che basa i suoi criteri di valutazione proprio sulle convinzioni. Senza di esse non riusciresti a prendere nessuna decisioni, non sapresti dove andare , non sapresti come reagire al mondo. Insomma saresti più simile ad un vegetale che non ad un essere pensante.

Ma cloud, se le convinzioni sono così importanti perché ne abbiamo tante che ci creano problemi?

Bella domanda Alex.  Capire il perché non é di particolare importanza ai fini del cambiamento . E’ importante invece convincersi del fatto che come si sono installate si possono disinstallare, cambiare, modificare o eliminare (anche se l’eliminazione di una convinzione non é mai una buona cosa)

Tu, non sei nato già  provvisto di convinzioni. Le tue, come quelle di chiunque altro si sono formate nel tempo, a seguito di infinite esperienze piacevoli e non, ( quelle negative sono quelle che di solito si cementano meglio nella nostra mente.)

Il processo di creazione delle proprie convinzioni é semplicemente perfetto fatto salvo per una cosa: le esperienze che maggiormente ti segnano  solitamente si formano nei primi anni della tua vita. Ed é questo che crea grossi problemi.

Cioè Cloud?

Ti ricordi che da bambino  una domenica andando a messa cadesti  giù da un muricciolo che non vedesti, perché stavi leggendo il Topolino, e sbattesti la testa per terra? Eccome  se me lo ricordo.

Quanto era alto il muricciolo?

Ma credo almeno mezzo metro.

Da quel giorno, imparasti che leggere il Topolino mentre si cammina non é consigliato.

Il fatto, però, che crea problemi é che quell’esperienza la facesti a 6 anni ed a quel tempo vedevi  e valutavi il mondo e le esperienze che facevi con il punto di vista di te bambino e con un bagaglio di esperienze  decisamente limitato. 

Quando tornasti  a vedere il luogo dell’incidente cosa vedesti?

Rimasi fortemente deluso nel vedere che il muricciolo  in realtà era poco più di un gradino e quello che credevi ti fossi fatto in realtà fu  solo un piccolo bozzo in fronte senza neanche esserti ferito.

Ora che il muricciolo non fosse alto mezzo metro ma solo una ventina di centimetri non é particolarmente importante. Quello che é importante é rendersi conto che le informazioni contenute nel tuo archivio erano informazioni non attendibili non corrispondenti alla realtà. Qualunque esperienza fatta a quell’età ha questo problema di ingrandimento, deformazione, distorsione; e questo fatto crea problemi perché una volta adulti prenderemo decisioni, emetteremo giudizi, trarremo conclusioni e soprattutto agiremo o non agiremo in base ad un archivio pieno di informazioni, quanto meno scadute. Spessissimo  le convinzioni auto-limitanti, che ti hanno bloccato e ti bloccano ancora oggi si vengono a formare in un periodo che va dalla nascita fino all’adolescenza. Non é che dopo non si facciano più esperienze più o meno traumatiche ma le si affronta con gli occhi dell’adulto che sono sicuramente diversi da quelli di un bambino.

Ma Cloud, come si formano effettivamente le convinzioni?

Alex, adesso ti faccio una domanda: che differenza noti tra sentirti dire:”non fare lo stupido” e ” Sei stupido”?

Cloud, non capisco la domanda.

Concentrati su te stesso e fai attenzione a quello che succede quando ascolti la frase SEI STUPIDO e quando invece dico NON ARE LO STUPIDO

Beh, adesso che me lo hai chiesto, quando dici non fare lo stupido visualizzo una “azione” io che faccio qualcosa di ridicolo. mentre quando mi dici “sei stupido” vedo una fotografia, di un elenco in cui sono scritte tutte parole che mi descrivono.

Naturalmente, Alex, ciascuno visualizzerà a suo modo ma tutti noteranno la differenza tra stato e azione.

Se qualcuno in quegli anni ti avesse detto ripetutamente che “SEI” stupido, a lungo andare, il tuo cervello lo avrebbe acquisito l’informazione come uno stato di fatto e avrebbe iscritto nell’elenco la parola stupido e da quel giorno ti saresti sentito e soprattutto definito stupido.

In ogni caso, Alex, quella convinzione “sei stupido” sarebbe comunque una convinzione creata a doc e non facente parte di te.

E quindi Cloud?

Quindi come hai inserito quella convinzione ne puoi inserire quante altre ne vuoi. A tuo piacimento

Vedi Alex, quando sei nato non sapevi camminare e non sapevi parlare, e non conoscevi nulla del mondo che ti circondava. Poi hai cominciato ad allargare i tuoi confini imparando a camminare e parlare, ma ancora non avevi alcuna informazione nel tuo archivio riguardante il mondo e soprattuto gli altri abitanti. Non sapevi che ad esempio strappare un giocattolo dalle mani di un tuo simile non era un comportamento adeguato. Lo scopristi quando venisti punito la prima volta. In quel preciso momento il tuo archivio si sarebbe arricchito del concetto che: strappare il giocattolo dalle mani del tuo compagno, non é buono. Se al contrario, rivolgendomi a qualcuno avessi usato: “per favore” o “grazie” e fossi stato premiato per l’educazione dimostrata, allora avrei inserito nell’archivio la convinzione che essere educato é buono.

Un ruolo, poi, importantissimo lo giocano le emozioni legate alle convinzioni.

Quando vieni punito per un comportamento non adeguato ciascuno di noi vive delle emozioni, sensazioni particolarmente sgradevoli. E saranno proprio le sensazioni/emozioni sgradevoli che ti allontaneranno dal comportamento punibile. Perché semplicemente non vorrai riprovare quelle particolari sensazioni.

Ecco perché ad esempio la persona convinta di non essere abbastanza intelligente, bella, spiritosa, eviterà sempre, per quanto possibile, di ritrovarsi a sperimentare quelle sgradevolissime sensazioni legate a quel tipo di esperienza.

Naturalmente, Alex, questa é una spiegazione molto semplificata che però credo ti abbia permesso di farti un’idea del come si formano le convinzioni, buone o cattive che siano.cAdesso non potrai che essere d’accordo sul fatto che andare a lavorare sulle proprie convinzioni é di vitale importanza per il tuo cambiamento di vita.

Superare  le credenze o convinzioni autolimitanti  é il primo ostacolo da rimuovere per proseguire verso il tuo successo.

Tratto da What about You by A.R.

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