Continuare a lamentarti e biasimare gli altri ti indebolisce soltanto.

Sai Cloud, se mi guardo intorno vedo e soprattutto sento un sacco di persone che si lamentano  tutto il giorno, si lamentano di tutto: del tempo, del lavoro, della moglie o del marito, del traffico, delle code che si devono fare agli sportelli. Insomma si lamentano di tutto e su tutto. E se non si sentono soddisfatti del loro lamentarsi allora passano al gioco dello “spettegolare”, criticando e biasimando ferocemente il prossimo, chiunque esso sia.

Ma non fanno nulla, assolutamente nulla per cambiare la loro vita.

Perché non si danno da fare anziché biasimare gli altri?

Perché non prendono una decisione ed iniziano a fare quello che hanno deciso di fare?

Perché passano la loro giornata a NON FARE.

Senti, senti, senti, inizia Cloud, ma senti che belle domande che mi pone il  mio Alex.

E tu che cosa stai facendo adesso?

Non stai forse biasimando il tuo prossimo?

Non stai forse lamentandoti dell’inedia del tuo prossimo?

No!, Bhe, forse, SI! E’ vero.

Vedi Alex, vedi quanto é  facile cascare nella trappola del biasimo e della critica?

Ora, solo  perché hai imparato qualcosa ti senti autorizzato a muovere critiche a chiunque e su qualunque cosa.

Ma attento, in questo preciso momento ti stai indebolendo.

Il tuo sapere di oggi e quello che verrà, non deve essere usato  come metro di paragone per giustificare il tuo biasimo.

Tu sei fortunato ora che hai trovato me. Ma ti ricordi com’eri anche solo 20 o 30 anni fa?

Ricordo una personcina perennemente intento a covare rabbia e covare vendetta. Ricordo che tu , caro amico mio, avevi persino scritto il “libro nero” in cui annotavi le persone di cui ti saresti vendicato un giorno.

Ricordo che sarebbe stato più facile parlare con un Grizzly piuttosto che con te.

Persino la Delfa, la tua dirimpettaia raccontava che passavi le giornate a dare del CRRRETINO (le tre r non sono un errore di battitura ma un tentativo di evidenziare il fatto che da bambino arrotavo la R) ai tuoi fratelli perché non ti facevano giocare con loro. Passavi le giornate a covare piani di vendetta di ogni tipo per pareggiare i conti.

Te lo ricordi o no?

Che diamine, ma come fa Cloud a sapere tutte queste cose (imbarazzanti).

Te lo ricordi o no, mi incalzo Cloud.

Certo che me lo ricordo ma adesso non sono più così!

Ah no? fece lui?  Ne sei proprio sicuro?

Non stavi forse biasimando qualcuno dall’alto della tua nuova conoscenza?

Hai ragione, Cloud, é vero, e ti chiedo scusa.

Non devi chiedere scusa a me, devi chiedere scusa a TE e perdonarti per l’errore che stavi commettendo.

Ma se io ho trovato te, ho te, Cloud, perché loro non ce l’hanno?

Non dovrebbero avercelo tutti? Chi sono IO per  godere della tua compagnia?

Certo, inizio Cloud, tutti dovrebbero avere un Cloud come me a disposizione. Ma vuoi sapere la bella notizia? Tutti  ce l’hanno. Semplicemente non si sono ancora accorti di lui e non ascoltano quando lui parla.

Tu, continua Cloud fissandomi  dritto negli occhi, quanto tempo hai impiegato a trovarmi?

Non ci hai forse messo una cinquantina d’anni?

Purtroppo, continua Cloud, la fuori le persone  ancora non hanno avuto la fortuna di incontrarlo e vivono nel mondo pervasi da sentimenti di delusione, rancore, invidia, depressione, amarezza e quant’altro di negativo.

Dal mattino quando si svegliano fino a quando vanno a dormire non pensano ad altro che a ciò che non vogliono, non smettono mai, neppure per un secondo, di lamentarsi: che é troppo presto o troppo tardi, che farà un caldo bestiale od un freddo cane, che troveranno coda per strada e che quando arriveranno in ufficio dovranno incontrare questa o quella persona che considerano una vera “rottura” e poi c’é la moglie che non gli da un attimo di respiro, e poi ci sono i figli che continuano a dargli problemi e combinarle di ogni, e via dicendo …all’infinito.

Ti rendi conto Alex, tutti i giorni, tutte le mattine. Mai una volta che si sveglino e sorridenti dicano: “Bene anche oggi mi sono potuto svegliare”.

Ci pensi? Tutti i santissimi giorni. Come poi pretendere che si accorgano di qualcuno o qualcosa se sono così tanto impegnati a lamentarsi?

Loro ancora non si sono accorti della sua voce, della sua presenza, e non ti sto parlando di Dio o chi per esso.

Un giorno lo incontreranno anche loro come hai fatto tu e chissà…magari potresti essere proprio tu a farglielo scoprire.

Non criticare il tuo prossimo ma guardalo per quello che é … “un essere umano, un tuo simile ” in difficoltà  a cui tu puoi dare una mano. Una grossa mano.

Se solo ti decidessi a farlo.

Volevo obiettare, ma non ci riuscii perché, non appena alzai lo sguardo, lui, come al solito ,se n’era andato.

Da “What about You” by A.R.

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