Chi guida il bus?


La maggior parte degli individui non utilizza attivamente e soprattutto deliberatamente il proprio cervello: Il cervello è una potente macchina alla quale si sono dimenticati di inserire un interruttore provvisto della posizione OFF, e quindi è sempre e costantemente in funzione. Famelico di elaborazioni com’è , se non gli si da qualcosa da fare “lui” , per non annoiarsi, se lo inventa.
Se il cervello se ne sta li senza fare niente ad un certo punto comincerà a fare qualcosa e non pare che gli importi molto che cosa. A voi può importare ma a “lui” no.

Provate a fissare la lancetta dei secondi del vostro orologio con il preciso scopo di non pensare a nulla e tanto meno alla lancetta dei secondi che si muove. Partite a fare l’esperimento quando la lancetta passa sopra le 12 e fermatevi appena vi rendete conto che avete pensato a qualcosa: il colore della lancetta, la sua velocità oppure qualcosa che vi è venuto in mente e quant’altro.
Appena vi accorgete che avete pensato, immaginato sentito qualcosa fermate l’esperimento e guardate quanti secondi sono passati da quando avete cominciato. Rimarrete stupiti del tempo che siete riusciti a non pensare a nulla. (probabilmente una manciate di secondi).

Il nostro cervello è costantemente in elaborazione e detesta non fare nulla. Se prendiamo qualcuno e lo mettiamo in una camera di deprivazione sensoriale tutta bianca senza finestre con le pareti imbottite; un posto insomma che non permette esperienze sensoriali esterne ”Lui” ad un certo punto comincerà a creare esperienze interne assolutamente reali. Ad un certo punto potrà tranquillamente instaurare un bellissimo dialogo con delle voci che gli parlano.

Allo stato attuale possiamo dire che la maggioranza delle persone è come se stesse seduto sul sedile posteriore di un pullman dove alla guida non ci sia nessuno o peggio qualcun’altro che sicuramente non farà i nostri interessi.

Per molti il cervello è una macchina che a volte zoppica o funziona talmente male da portarci a dire
che non riusciamo ad apprendere, non riusciamo a capire, non riusciamo a fare e cos’ì via.

Il punto però è che non è il cervello che non funziona ma è il software che abbiamo inserito che non funziona al meglio.
Il nostro cervello è una macchina perfettamente funzionante, anzi, funziona persino troppo rapidamente ed questo a creare qualche problema. (naturalmente parliamo dei cervelli biologicamente integro con tutti i neuroni al loro posto).
Il cervello è una macchina condannata all’apprendimento (provate a dimenticare che 2×2 fa 4) e soprattutto condannato ad apprendere qualsiasi cosa gli si ponga davanti. A lui non interessa più di tanto cosa impara, a lui interessa solo imparare e lo fa ad una velocità impensabile.

Quando ci lamentiamo che non siamo in grado di memorizzare qualcosa in realtà evidenziamo solo la nostra incapacità di reperire le informazioni che precedentemente abbiamo introdotto.
E’ solo una questione di software.

 Al cervello non interessa se qualcosa ci può fare stare male o bene. Se a lui va di farci rivivere in tutta la sua completezza sensoriale l’ultimo litigio che abbiamo avuto con nostra moglie , fidanzata o chiunque altro noi la rivivremo in tutto il suo splendore anche dopo mesi o anni facendoci star male esattamente come la prima volta.

Questo non è forse la dimostrazione della “SUA” capacità di apprendimento e memorizzazione ?

Un altro grande, grandissimo problema relativo al cattivo uso del cervello riguarda il fatto che le persone sono convinte dell’immutabilità del proprio cervello e anche quando qualcuno pensa che sia modificabile è comunque convinto dell’enorme difficoltà da superare per ottenere un qualche cambiamento.
In realtà il nostro cervello è il nostro più veloce e fedele servitore. Basta solo sapere come impartirgli ordini, convincersi che “lui” è li per servirci ed il gioco è fatto.
Chiedetegli di fare qualcosa e “LUI” lo farà con estrema velocità e precisione.
Non chiedetegli di fare qualcosa e “LUI” si inventerà qualcosa da fare!

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